Le indagini della polizia hanno tratto origine dalle parole degli insegnanti della scuola Federico II di JesiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciMaestro di Corano arrestato a Jesi per maltrattamento aggravato continuato sui bambini, spuntano nuovi retroscena tra cui le lamentele dei docenti delle scuole pubbliche. E Alam Robiul presidente della moschea dove insegnava l’arrestato, il 47enne bengalese Md Razu Abdullah Razu, assistito dall’avvocato Jacopo Casini Ropa spiega al Carlino: "L’indagine è partita dalla segnalazione delle maestre della scuola Federico II che hanno mostrato capacità di ascolto dei bambini e di confronto, nonché dal commissariato di Jesi e della squadra mobile intervenuti subito con le indagini e le intercettazioni. Questo dimostra che il sistema di protezione ha funzionato subito.

Durante le indagini la polizia per eseguire le captazioni ha avuto accesso, senza alcun ostacolo da parte del Centro culturale, a tutti i locali così come al sistema di sorveglianza presente. Il centro ha le porte aperte, ha spirito inclusivo e di interscambio, come dimostrato dalle tante attività di aiuto e di confronto interreligioso svolte in tutti questi anni". Ieri al Carlino alcuni ragazzini hanno ammesso di sapere dei maltrattamenti ma di non aver ‘parlato’, forse per paura: "Non risultano segnalazioni di maltrattamenti o gesti violenti i responsabili del Centro culturale – aggiunge Ropa - i quali non hanno avuto alcuna conoscenza dei fatti contestati e sono i primi interessati al benessere dei bambini e dei figli. Nel centro operano altri educatori (maschi e femmine), e gli inquirenti non hanno contestato loro alcun fatto illecito. In passato, quando sono emerse problematiche, peraltro ben meno gravi di questa, i responsabili del centro culturale sono sempre intervenuti per cercare di risolverle e prevenirne di nuove". Anni fa un genitore aveva lamentato che a suo figlio era stato dato uno schiaffo e il maestro sarebbe stato subito allontanato. Ma ad emergere sono le preoccupazioni espresse dal corpo docente per i disagi quotidiani degli alunni. La mattina al momento della correzione dei compiti alcuni direbbero: ‘Non ho studiato perché sono andato in moschea’. Alcuni per il poco studio avrebbero insufficienze o debiti scolastici. Segnalazioni partite da alcuni docenti anche nell’ambito dell’indagine. Lamentele che avevano investito anche l’altro (sono tre) centro islamico jesino. "Sono venute anche da noi le insegnanti – spiega El Anouar El Miloudi per l’altro centro Culturale Islamico Al-Huda di Jesi – lamentavano il fatto che i bambini vanno a scuola senza aver fatto i compiti e assonnati per essere stati a lungo in moschea. Noi abbiamo spiegato che non si trattava di famiglie che frequentavano il nostro centro Al Huda e che noi facciamo scuola di Corano solo il sabato per due ore, proprio perché bimbi e ragazzini devono studiare e hanno impegni anche sportivi".