Una relazione, un tempo privilegiata che ha raggiunto i minimi storici, una Russia sempre più lontana dall’Occidente. Giorgio Starace, Ambasciatore a Mosca dal 2021 al 2024, ha fatto il punto sulle relazioni fra l’Italia e il Cremlino. Ambasciatore Starace, il caso di spionaggio emerso in questi giorni ha riacceso il dibattito sulla penetrazione dell’intelligence russa in Italia…
"È naturale che in Italia la vicenda faccia molto rumore perché riguarda il nostro Paese, ma i servizi russi operano da sempre in tutta Europa. Abbiamo visto casi importanti nel Regno Unito, in Germania e altrove. Lo spionaggio fa parte della tradizione russa e rappresenta uno degli strumenti attraverso cui Mosca tutela i propri interessi".
Per molti anni, però, Italia e Russia hanno avuto rapporti particolarmente stretti. Quando si è rotto quel legame?
"Sarebbe sbagliato ricondurre tutto esclusivamente alla stagione di Silvio Berlusconi. Il rapporto privilegiato con Mosca è stato costruito nel corso dei decenni da governi di diverso orientamento politico, perché esisteva una forte base economica e industriale. Berlusconi ha certamente personalizzato quella relazione, ma non l’ha inventata. La vera cesura è arrivata quando si è interrotto quel processo di integrazione che legava Europa, Italia e Russia".














