HomeMilanoCronacaCavallo abbraccia i suoi aggressori: "Mortificati, ma ho dato solo un calcio"L’abbraccio e le lacrime. Un lungo dialogo seduti a terra sugli scalini, davanti all’aula. L’udienza che si è tenuta ieri...Davide Simone Cavallo durante una delle udienze in TribunaleRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciL’abbraccio e le lacrime. Un lungo dialogo seduti a terra sugli scalini, davanti all’aula. L’udienza che si è tenuta ieri al Tribunale per i minorenni — per il grave ferimento in corso Como di Davide Cavallo, studente di 22 anni della Bocconi — è stata segnata da momenti in cui la commozione ha preso il sopravvento. A giudizio ci sono i tre ragazzi minorenni (di cui due attualmente in comunità e uno in carcere) che facevano parte del branco che la notte del 12 ottobre ha circondato, pestato, pugnalato e rapinato Cavallo, lasciandogli lesioni con le quali il giovane è oggi costretto a convivere. Poco prima dell’inizio del processo, Cavallo si è fermato davanti ai suoi aggressori e ha abbracciato uno di loro. Un abbraccio che si è poi sciolto in pianto. In un altro momento, a margine dell’udienza, c’è stato un secondo e lungo dialogo tra la vittima e uno dei giovani imputati. I tre ragazzi hanno chiesto di poter accedere all’istituto della messa alla prova (o, in subordine, al rito abbreviato) e di seguire un percorso di giustizia riparativa. In aula tuttavia i minori interrogati si sono trincerati dietro ai "non ricordo" e hanno minimizzato il loro coinvolgimento. "Non sapevo ci fosse il coltello", "Ho sferrato solo due calci", hanno detto due dei ragazzi, che si sono comunque detti mortificati per l’accaduto.