HomePistoiaCronacaAllarme peste suina: "La Toscana è assente"Il consigliere regionale Capecchi (Fdi) all’attacco: "Piano da migliorare"Alessandro CapecchiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"La Regione Toscana si dimostra assente di fronte al dilagare del virus della Peste suina africana, e non ha dato sostegno all’opera del commissario nazionale Giovanni Filippini. La popolazione degli ungulati in Toscana è fuori controllo e determinate posizioni ideologiche non fanno che aggravare la situazione. La malattia comporta gravi ripercussioni a livello economico e sociale. La Peste suina africana non si trasmette all’uomo, non comporta quindi alcun rischio per la salute dei cittadini, ma mette a rischio il patrimonio zootecnico, e dunque le produzioni del settore carni". Ad attaccare è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi, dopo il caso del ritrovamento nel Pistoiese (precisamente a San Marcello Piteglio) di tre cinghiali morti risultati positivi al virus della Psa.
"Ho chiesto di sentire, sul Piano faunistico venatorio, il commissario nazionale Filippini, in un’audizione congiunta delle Commissioni Ambiente, Territorio e Agricoltura. Ho anche chiesto l’audizione del Nucleo Unificato Regionale di Valutazione che ha dato tante, troppe prescrizioni di carattere ambientalista al Piano faunistico rendendo molto più difficoltoso l’esercizio della caccia – aggiunge Capecchi -. Si tratta di un piano da migliorare, non soltanto sotto il profilo del contrasto alla Psa, e di altre possibili pandemie che possano diffondersi tra gli animali selvatici. Peraltro, secondo sentenze della Corte di Cassazione, le Regioni sono responsabili in caso di sinistri provocati da animali selvatici – ricorda l’esponente di Fdi - e sono centinaia i sinistri già aperti, alcuni anche mortali. C’è, poi, tutta la partita aperta dei terreni di coloro che non vogliono che vi si cacci, il che rischia di ridurre ulteriormente lo spazio per la caccia di selezione che non può più essere effettuata nelle aree protette e in quelle contigue, che insieme coprono quasi un quarto della superficie della Toscana. Rischiamo di ritrovarci gli animali selvatici, cinghiali in particolare, nei centri abitati con gravi conseguenze anche in fatto di sicurezza stradale".






