Quarantotto giorni. È questo il bilancio, tanto impietoso quanto allarmante, di una fase super-estiva che sta riscrivendo le regole del nostro clima. Dal 24 maggio scorso, dopo l'illusione di una prima metà del mese dai connotati quasi freschi e primaverili, le temperature sul nostro Paese non sono mai scese sotto la media climatologica. Ci siamo abituati a convivere con anomalie costanti, che nel migliore dei casi si sono assestate sui +2/+3°C, ma che spesso hanno toccato picchi sbalorditivi di +8/+9°C.

Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che siamo entrati a tutti gli effetti nel “nuovo clima” del XXI secolo. Una lunghissima fase anomala che, va detto, ha colpito fino ad oggi in modo intenso soprattutto il Centro-Nord. Al Sud si sono vissute giornate che oggi definiremmo "quasi normali", ma che in realtà risultano caldissime se confrontate con i parametri di appena 30 o 40 anni fa.

La terza ondata si allunga: l'incubo slitta al 23 luglio

Le speranze di un imminente refrigerio, purtroppo, si infrangono contro gli ultimi aggiornamenti dei modelli matematici. Siamo nel pieno della terza ondata di caldo africano e la data di fine incubo, inizialmente prevista per il 20 luglio, è stata inesorabilmente spostata in avanti: dovremo resistere almeno fino a giovedì 23 luglio.