Siamo entrati in un nuovo regime climatico, e c'è da chiedersi cosa spaventi di più: se i 38-40°C raggiunti durante i picchi estremi delle fiammate africane, oppure la "nuova normalità" fatta di 34-35°C registrati nei giorni considerati, paradossalmente, i meno roventi.

Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che, anche in assenza di una vera e propria ondata di calore, fa un caldo anomalo. Trenta o quarant'anni fa, in una normale giornata di giugno in Italia, i termometri segnavano mediamente 30-32°C. Oggi l'asticella si è alzata drammaticamente: basti pensare a Milano, dove i picchi massimi di luglio sono passati dai 33°C del secolo scorso ai 37°C degli ultimi anni. Un nostro nonno o bisnonno, abituato alle Estati del Novecento, farebbe fatica ad ambientarsi in questa nuova fornace.

L'Europa come "Hotspot" climatico

Dal 2014 in poi abbiamo assistito a una brutale impennata della velocità del Riscaldamento Globale. L'Europa, in questo drammatico scenario, si è trasformata in un vero e proprio hotspot climatico: il nostro continente si scalda al doppio della velocità rispetto alla media del Pianeta.

Le cause sono chiare e allarmanti: la prossimità con il Sahara, da cui partono le imponenti masse d'aria subtropicale, unita alla rapida fusione dei ghiacciai alpini e al collasso di quelli groenlandesi e artici, che stanno alterando i fragili equilibri della circolazione atmosferica.