Hanno compreso la gravità del loro gesto e hanno "chiesto scusa" dicendo di "essere mortificati", ma quando in aula è stato chiesto a ciascuno quale ruolo avesse avuto nell'accoltellamento di Davide Cavallo a Milano, tutti hanno minimizzato. Uno ha affermato di non sapere che quella sera c'era il coltello perché era "voltato", sebbene dalle chat agli atti dell'indagine risulti il contrario, l'altro ha sostenuto di aver dato "solo due lievi calci" uno dei quali non andato a segno, e l'altro ancora si è trincerato dietro a tanti "non ricordo". I tre giovani del branco che lo scorso 12 ottobre, in corso Como, hanno rapinato e pestato Davide Cavallo, poi accoltellato con conseguenze gravi in quanto ha lesioni permanenti, hanno risposto così alle domande poste oggi durante l'udienza davanti al gup del Tribunale per i Minorenni. I tre, due in comunità e uno in carcere al Beccaria, tramite i loro legali hanno chiesto di accedere alla messa alla prova o in subordine in processo in abbreviato.
Studente accoltellato a Milano, il branco chiede scusa: "Siamo mortificati"
I tre giovani del branco che hanno accoltellato Davide Cavallo hanno risposto alle domande poste durante l'udienza al Tribunale per i Minorenni






