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Elisabetta Andreis

A Milano la comunità conta oltre 15 mila persone, molti sono italiani di seconda generazione. Per la sfida con la Francia (che finirà 2-0 per i Bleus) in via Preneste si allestisce una piccola arena in cortile. Alla fine, non c'è rimpianto: «Resta un grande orgoglio»

Il televisore non è ancora acceso. Prima bisogna portarlo giù. Qualcuno lo trascina fino alla finestra del primo piano. Da sotto quattro ragazzi lo aspettano. Il televisore scende lentamente, tenuto da più mani. Altri srotolano una prolunga che attraversa il cortile. Le sedie arrivano una alla volta, recuperate dagli appartamenti. Quelle da campeggio, quelle di plastica, quelle della cucina. Nessuna uguale all'altra. Quando tutto è pronto il cortile di via Preneste, a San Siro, Milano, diventa il salotto che dentro quelle case Aler non c’è. Si trasforma in un piccolo stadio dove si guarda Marocco-Francia. Quarti di finale, la regina d’Africa contro la favorita del mondiale.

Anas arriva direttamente dal turno al centro Amazon di Pioltello. Rida esce dal supermercato dove lavora in magazzino. Sami arriverà in ritardo: «L'inizio lo guardo con mia madre e mio padre, poi scendo». Ahmed ha portato “la prolunga della prolunga”, per arrivare dal primo piano al punto esatto dove viene collegata la tv. Ludo porta delle bottiglie di acqua. «Per le partite dell'Italia il maxischermo lo mette il Comune, ma tanto noi siamo abituati a organizzarci le cose da soli», dice Youssef. È con un gruppo di sedicenni, cercano tutti lavoro per l’estate. Tanto loro per le vacanze non partono, al Paese ci sono già stati l’anno scorso. Stanno in zona, dove funziona così. Se serve una televisione qualcuno la presta. Se mancano le sedie, ognuno ne porta una. Se il cavo non arriva, si aggiunge un'altra prolunga.