La manifestazione Roma contro i missili, nell'ottobre del 1983, con il cartello "Agostiniani per la pace", le gite in pedalò sui laghi del Trentino o le foto in Sicilia davanti ai caratteristici carretti. E infine le serate trascorse a vedere "Quelli della notte", la popolare trasmissione di Renzo Arbore che inchiodava milioni di italiani. E' la vita del giovane Robert Francis Prevost a Roma e in Italia, raccontata nel documentario "Leone a Roma", terza puntata del lavoro portato avanti dai media vaticani, dopo i docufilm sul periodo peruviano e sulle origini americane di Leone XIV.
"Avevo in camera mia un piccolo televisore, in bianco e in nero, che mi era stato regalato. Lui veniva dopo la cena in camera mia. Era il tempo in cui c'era una trasmissione di Renzo Arbore, 'Quelli della notte'. Abbiamo visto una volta una puntata per caso, poi non abbiamo perso più neanche una puntata. Tutti i giorni, alla sera dopo le 10 iniziavamo a vedere, un'ora, due ore, per noi era la nostra ricreazione", racconta nel documentario il confratello agostiniano Giovanni Lenzi. "Lui poi andava in camera a studiare. Studiava fino alle 3, le 4, poi alle 6 si alzava". Lo stesso stesso confratello racconta quando andarono insieme a Chicago e il futuro Papa lo portò a giocare sui campi da tennis del vicino oratorio "e faceva 40-45 gradi".








