| 9 Luglio 2026 21:02 |

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(Adnkronos) – “I farmaci che abbiamo oggi a disposizione per la cura dell’Hiv, soprattutto i farmaci long acting, sono i farmaci che sì inizialmente potrebbero costare un poco di più rispetto a quelli tradizionali, ma sul lungo termine portano sicuramente a un risparmio per il sistema sanitario nazionale”. Così Giacomo Matteo Bruno, professore di Hta- Health technology assessment e Farmacoeconomia dell’Università di Pavia, intervenendo, oggi a Palermo, ‘Hiv e terapie long-acting: un passo verso infezioni zero’, promosso da Sanitanova, con il patrocinio di Simit-Società italiana di malattie infettive e tropicali, Università di Palermo e dipartimento promozione della Salute, materno-infantile, di medicina interna e specialistica di eccellenza G. D’Alessandro.

“La sostenibilità economica dei farmaci dipende dal tempo di trattamento del paziente – continua l’esperto – Dai dati dell’analisi famacoeconomica che facciamo abbiamo visto che abbiamo dei valori assolutamente accettabile, attorno ai 15mila euro, quando il limite valore soglia ed accettabilità del nostro sistema sanitario è attorno ai 30mila euro. Possiamo tranquillamente dire che il farmaco è un investimento sostenibile per il nostro sistema sanitario. La prevenzione è comunque un fattore molto importante, per contenere i costi di gestione del paziente”.