L’Europa non è un museo. Di fronte alle spinte di Stati Uniti e Cina, il Vecchio Continente deve smettere di piangersi addosso e passare ai fatti. La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, traccia la rotta in una fase cruciale per l'economia globale. In una lunga conversazione con Euronews, la numero uno dell'Eurotower respinge le narrazioni decliniste e suona la carica per affrontare transizioni epocali e politica monetaria. «Se avessi due parole per i ministri delle Finanze che amo, ed ero una di loro, sarebbero: azione più che parole, e accelerare più che procrastinare», avverte Lagarde. La quale, ancora una volta, si dice pronta a entrare nel dibattito politico francese. La rivoluzione tecnologica rappresenta il primo banco di prova per la tenuta del blocco comunitario. Lagarde osserva un quadro geopolitico frammentato, invitando l'Europa a non rassegnarsi in un mondo destinato a essere trasformato in modo profondo da una «intelligenza artificiale sotto steroidi». Per la presidente, la partita si gioca sull'indipendenza strategica di fronte all'avanzata di due «grandi campioni in termini di sviluppo dell'AI e hyperscaler, Stati Uniti e Cina». I Paesi europei inseguono, ma la resa non è un'opzione contemplata. «La questione è come si definisce la corsa e come ci si assicura di non essere presi in ostaggio da certi sviluppi che sono critici e di avere una certa leva sugli elementi della catena di approvvigionamento», spiega. Per l'Eurotower, ricorda Lagarde, l'azienda francese «Mistral è ovviamente un campione a modo suo», tuttavia il continente deve «concentrarsi sull'avere sovranità sugli sviluppi in modo da potersi assicurare che i cloud, per esempio, siano di natura e sede europea» e che gli strumenti siano «inventati in Europa». Unire queste componenti risulta vitale per negoziare con i rivali da una posizione di forza. La narrazione di un'economia al tramonto viene respinta. «Se si visitano alcuni centri industriali e imprenditoriali, compresi quelli nel campo dell'intelligenza artificiale, si rimarrebbe sorpresi dal fatto che questo non è un museo. Questa è un'economia molto, molto attiva e ricca di talenti». Per proteggerla, è imperativo che «il denaro vada nella giusta direzione» e rimanga all'interno dei confini comunitari. Serve quindi un mercato dei capitali unico, accompagnato da strumenti condivisi. Sulla proposta spagnola per emissioni di debito congiunto per la difesa e le transizioni, Lagarde avverte i rigoristi che bloccano l'integrazione, chiarendo che «un 'no sul mio cadavere' a priori non è il modo migliore per affrontare la questione», invitando i governi ad «analizzare cosa rappresenta un rischio eccessivo e come affrontarlo».