L’unanimità sta bloccando i progressi dell’Europa. «Il costo del non agire è finalmente diventato impossibile da ignorare», ha spiegato la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, parlando a Washington dove è stata insignita del premio alla carriera Paul A. Volcker 2026. La numero uno dell’Eurotower ha voluto però rivendicare la capacità di adattamento delle istituzioni comunitarie. «Troppo spesso», ha ricordato, «l'Europa si è lasciata intrappolare nelle proprie procedure» e «dall'impulso di armonizzare ogni dettaglio tra 27 Paesi». L’idea che tuttavia questa struttura condanni il Continente all’ inazione è per la banchiera centrale sbagliata.
L’intervento della banchiera centrale è stato preceduto dalle polemiche attorno ai suoi compensi, tornati sotto i riflettori. Per la seconda volta in due mesi il Financial Times ha passato in rassegna i guadagni della numero uno dell’Eurotower. L’attenzione è questa volta tutti concentrata sui 140mila euro che Lagarde riceve come componente del consiglio d’amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali, la banca degli istituti centrali, nonostante il divieto per gli staff della Bce di ricevere pagamenti da terzi. Il quotidiano della City aveva già messo in evidenza l’ammontare degli emolumenti della presidente, pari a circa quattro volte quelli di altri banchieri centrali. E sempre ieri da una risposta a una interrogazione degli eurodeputati Fabio De Masi e Dick Erixon è emerso che Lagarde ha ricevuto nel 2024 uno stipendio di base della Bce di 466mila euro, cui sommare altri 135mila euro di fringe benefit. A queste somme vanno poi aggiunti gli emolumenti della Bri.








