«La bellezza si precipita attraverso il mondo su delle lingue di fuoco» scriveva Jean Cocteau ne “La difficoltà di essere”. Anche per Gemitaiz, con le sue liriche di rap italiano poetico e radicale, l’arte è essenzialmente «un fiore dal cemento», «come guardare il mare da un prefabbricato».

Un messaggio che il rapper romano, classe ’88, inciderà nei cuori delle persone che lo seguono da anni questa sera al Flowers Festival nella Lavanderia a Vapore nel Parco della Certosa di Collegno (organizzano Hiroshima Mon Amour e Cooperativa Biancaneve) in un concerto che si annuncia imperdibile per diverse ragioni.

La prima è che il rapper romano, classe ’88, arriva a Torino con la nuova opera “Elsewhere”, un disco complesso e magnificamente arrangiato, frutto di un lavoro autenticamente di squadra, dove ogni musicista ha dato il meglio di sé, anima e corpo, in ogni dettaglio suonando strumenti reali, ed è nato così questo altrove acustico e anche fisico di atmosfere sonore e di racconti in cui si respira finalmente aria pura. Tra jazz, soul, hip hop, spoken word, cantautorato. Da “Tra le nuvole” ad “Apatia”, il viaggio nella nuova musica di Gemitaiz includerà anche tante tracce della sua incredibile carriera, sempre incentrata sulla sperimentazione e sul preservare la propria libertà ed indipendenza artistica.