«Il centrosinistra sarà vincente se sapremo costruire un’alleanza forte nei territori. Noi sentiamo questa responsabilità e la vogliamo trasmettere ai 5 Stelle: le città hanno un ruolo importante, nel 2027, vista la contemporaneità tra Politiche e Comunali. E dobbiamo essere uniti». Così i segretari Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, a Torino per la nascita di Avs in Comune (fino a ieri rappresentato da Sinistra Ecologista), si propongono come «pontieri» e «stabilizzatori» del campo largo in città. E lanciano anche la corsa «della nostra classe dirigente a governare». Non tanto a Torino, dove per le Comunali 2027 «c’è un candidato uscente», il sindaco Stefano Lo Russo. Quanto per le Regionali. Anche per questo Bonelli e Fratoianni citano la stima «per la consigliera regionale Alice Ravinale» e ammettono il loro obiettivo: «Superare il 10% delle preferenze anche nelle zone rurali, lontano dalle grandi città». La replica del Movimento 5 Stelle: «Serve discontinuità» Su Torino, al voto il prossimo anno, il messaggio più forte resta la mano tesa al Movimento 5 Stelle in ottica campo largo. Appello, però, che viene rispedito al mittente dal capogruppo del M5S a Palacco Civico Andrea Russi: «Considerare la continuità come scelta naturale è sbagliato», fa subito notare. «Torino ha bisogno di un progetto forte, progressista, riconoscibile, e di una figura in grado di sostenerlo con credibilità». Non lo cita, ma per il Movimento 5 Stelle locale quella figura non può essere l’attuale «sindaco uscente» Stefano Lo Russo. Motivo: gli attriti – mai sopiti – con l’ex prima cittadina Chiara Appendino e le posizioni opposte spesso ribadite in questi 4 anni di mandato comunale dove i 5 Stelle sono all’opposizione. Con tanto di veto di Appendino all’ultima Festa dell’Unità del Pd. «Irremovibili sul programma». Ma restano i nodi Meisino e Pellerina «Possiamo parlare di tutto con tutti», prosegue Bonelli, ma poi arriva il diktat: «Siamo irrimovibili sul programma, e su questo ne vedremo delle belle». Parla sia del campo largo nazionale sia di quello locale. Ma le insidie, su Torino, non sono poche. Fin qui le stesse due anime di Avs, Sinistra Ecologista ed Europa Verde, sono state divise su temi importanti come l’ospedale della Pellerina, il progetto sul Meisino. Come convergere, ora? Punto per punto, gli esponenti sono certi: la condivisione sui contenuti fondamentali resta. Alberto Re, presidente della Circoscrizione 4 su cui sorgerà l’ospedale della Pellerina, rileva come «l’ospedale nascerà su un terreno oggi ghiaioso, non sull’area già a parco, e prevederemo maggiori compensazioni per trasformare l’asfalto del territorio in nuove aree verdi». Sul Meisino Sinistra Ecologista, che il progetto del Comune l’ha varato essendo in maggioranza, ha già chiesto di voler mettere maggiore spazio per le associazioni ambientaliste nel nuovo Centro di educazione sportiva e ambientale pronto a nascere nella riqualificata Cascina Malpensata. Su entrambi i fronti, poi, le posizioni col centro più moderato sono ancora più distanti: va trovato un equilibrio di coalizione. L’appello per corso Regina 47, ex centro sociale Askatasuna. Avs al Comune: «Va risolta prima delle elezioni» Ai temi ambientalisti e sociali, si aggiunge la questione Askatasuna bene comune, di cui la consigliera regionale Alice Ravinale e il deputato Marco Grimaldi sono stati custodi sempre presenti ai cortei. Il caso di corso Regina 47 ha diviso cittadini e politica, inclusi alleati della maggioranza Lo Russo e parte della stessa Europa Verde. Ma oggi vede Avs unita sulla «restituzione di quello spazio al quartiere – dice il deputato Marco Grimaldi - Non lo diciamo noi, ma lo chiede Vanchiglia, e lo chiede prima possibile». E Roberto Tricarico, in quota Europa Verde locale, è il primo a mettere fretta all’Amministrazione: «L’obiettivo deve essere risolverlo prima delle elezioni. Ci sono tutte le condizioni per cui si possa fare: l’Amministrazione, anche grazie all’interlocuzione che c’è sempre stata, riprenderà in mano la situazione per liberarci tutti». La stoccata principale va comunque al centrodestra: «Se quel bene se non fosse stato politicizzato sarebbe già al servizio della città». La rincorsa per le prossime Regionali Sul finale di conferenza, richiamato il tema sulle candidature, Bonelli rilancia: «Avs ha uomini e donne che hanno grandi capacità di governo. Non significa che ci candideremo a sindaco di Bologna o di Torino – premette – ma è chiaro che siamo riusciti a far crescere una classe dirigente giovane e forte: la vogliamo valorizzare e la vogliamo mettere alla prova del governo delle città e perché no? Anche delle Regionali». Qui lo scenario è futuro, ma neanche troppo: il governatore del Piemonte Alberto Cirio continua a dichiarare di non voler lasciare il Piemonte, ma se la richiesta arrivasse dal vicepremier Antonio Tajani e dalla presidente di Fininvest Marina Berlusconi, entrambi a lui molto vicini, la musica potrebbe cambiare. La classifica del Sole 24 Ore continua a premiarlo e lui potrebbe correre alle Politiche del 2027 nella scelta del centrodestra di cavalcare in chiave elettorale il forte consenso dei governatori del Nord. E il Piemonte, a quel punto, tornerebbe alle elezioni: lì il centrosinistra potrebbe lanciare la sfida al sostituto di Cirio con un nome di Avs: «Qui siamo nella condizione di poter vincere con questo nostro rappresentante», conclude Bonelli.