Tutti conoscono la differenza fra un pasto gourmet e un panino anche se non è detto che un piatto “stellato” sia migliore di una pagnotta con la mortadella, ma non c’è dubbio che l’attenzione per le materie prime, le modalità di cottura e l’ormai inevitabile impiattamento richiedano molto più tempo e cura dell’affettare un pezzo di pane e imbottirlo con un derivato del suino.La metafora la utilizziamo impropriamente per i TG che ormai costantemente utilizzano il “panino”, nel gergo giornalistico la modalità con la quale vengono spesso fornite le notizie di argomento politico, attraverso le interviste. In particolare le “due fette di pane”, in apertura e chiusura, sono rimesse agli esponenti del governo, il “companatico” all’opposizione, in modo che gli interventi della maggioranza, solitamente uno più generico, l’altro un po’ più approfondito, rimangano maggiormente impressi nella mente di chi ascolta, rispetto alla farcitura dell’opposizione che resta schiacciata.
La qualità e la tipologia di queste interviste, come avrà notato anche l’utente più distratto, sono affidate per lo più sempre agli stessi politici e a lungo andare offrono uno spettacolo che oscilla fra la tristezza e la ridicolaggine.






