Nuova udienza davanti alla Corte d’Assise nel processo sull’omicidio di Maria Chindamo, in cui è imputato Salvatore Ascone, di Limbadi, difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Salvatore Staiano. Nel corso dell’udienza sono stati sentiti i consulenti della difesa: l’ingegnere Andrea Lampasi, il dottore Antonio Miriello e il dottore Egidio De Sossi. Le loro deposizioni, ciascuno per il proprio ambito di competenza, hanno messo in discussione alcuni passaggi della ricostruzione investigativa sostenuta dall’Ufficio di Procura.

Intercettazioni, video e tempi di percorrenza al centro del confronto

I consulenti della difesa si sono soffermati, in particolare, sulla materia delle intercettazioni, con riferimento all’estrazione dei file di log, sulla visione delle videocamere di sorveglianza riconducibili ad Ascone e sui tempi di percorrenza tra l’abitazione dell’imputato e la casa di campagna. Si tratta di aspetti considerati centrali dalla difesa, che punta a evidenziare possibili criticità tecniche e ricostruttive rispetto al quadro probatorio prospettato dall’accusa.

La questione sollevata dall’avvocato Sabatino

Prima della chiusura dell’udienza, l’avvocato Francesco Sabatino ha posto una questione di inutilizzabilità dell’intero materiale informatico sequestrato il 6 maggio 2016. Secondo la difesa, il nodo riguarda la mancanza degli avvisi ad Ascone in caso di accertamenti non ripetibili. Una questione processuale rilevante, sulla quale la Corte si è riservata di decidere.