Tre missioni e due fili che le uniscono. È la struttura con cui Nico Losito, General Manager di IBM Italia dal 1° aprile, ha riassunto la strategia dell'azienda davanti alla stampa, a Milano. Le prime due, intelligenza artificiale e hybrid cloud, accompagnano il lavoro di IBM da almeno quattro o cinque anni. La terza, il quantum computing, ha appena lasciato i laboratori di ricerca per affacciarsi alle prime applicazioni commerciali. A cucire tutto restano due condizioni che per Losito non sono negoziabili, la sicurezza e le competenze.

Losito parte dai numeri. IBM fotografa l'adozione dell'IA con una ricerca condotta su 6.000 amministratori delegati in tutto il mondo, e il quadro che ne emerge è ambivalente. Il 69% dichiara che l'IA è ormai entrata nei processi core, ma solo il 10% la usa per generare nuovo fatturato, mentre il grosso degli interventi si concentra ancora su produttività e risparmio. L'onda è grande e veloce, eppure l'adozione nelle imprese procede più lentamente del previsto, soprattutto nella piccola e media impresa italiana, dove sopravvive un certo scetticismo. Sul rischio di una bolla, però, il General Manager non ha dubbi: "Oggi la promessa dell'IA si sta realizzando. Faccio molta fatica a vedere che tutto possa sgonfiarsi, ci sono fondamentali economici solidi e ritorni sull'investimento concreti". Più che una bolla, ha aggiunto, quella a cui assistiamo è volatilità finanziaria, mentre la tecnologia continua a entrare nelle aziende.