Il 14 luglio 2026 a New York, Sotheby’s metterà all’asta Gus, uno scheletro di Tyrannosaurus rex proveniente dalla Hell Creek Formation, nel South Dakota, dove è stato recuperato tra il 2021 e il 2023. L’esemplare, che risale a circa 67 milioni di anni fa, è lungo 11,5 metri e alto 3,8. Composto da 183 elementi ossei, più 30 gastralia, ha una massa ossea pari al 75-80% dell’animale e un cranio conservato per circa l’82%. Sul corpo non mancano segni di morsi, fratture guarite, lesioni costali, a testimonianza di combattimenti per la sopravvivenza. Il tutto corredato dalla relativa documentazione, che ne attesta condizioni e autenticità, e dai diritti che ne consentono repliche, riproduzioni in 3D, merchandising. L’asta parte da 19 milioni, ma la stima per la sua acquisizione è la più alta mai assegnata in prevendita: tra 20 e 30 milioni di dollari.

Un caso rilevante, prova di un mercato in cui i grandi dinosauri non sono più soltanto reperti scientifici o museali, ma anche oggetti da collezione per super ricchi.

Il listino dei giganti

La tendenza è cominciata nel 1997 con Sue, il T. rex completo al 90%, con 250 ossa, acquistato per 8,4 milioni di dollari. Nel 2020 Christie’s ha venduto Stan, un altro T. rex, con circa 188 ossa, al prezzo di 31,8 milioni di dollari. Nel 2024 è stata la volta di Apex, uno Stegosaurus ceduto da Sotheby’s per ben 44,6 milioni di dollari, a fronte di una previsione iniziale di 4-6 milioni, mentre nel 2025 è toccato a un giovane Ceratosaurus, commercializzato, sempre da Sotheby’s, per 30,5 milioni. Nel 2026 la transazione è avvenuta online: Trey, un Triceratops, è stato venduto sulla piattaforma Joopiter in cambio di 5,5 milioni di dollari.