In patria fanno i conti in tasca all’attaccante che guadagna oltre 30 milioni in Inghilterra e ha un patrimonio di circa 100 milioni. A far discutere è la strategia di pianificazione fiscale internazionale costruita da papà Alf-Inge.
Erling Haaland capocannoniere della Norvegia e dei Mondiali 2026.
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A Oslo l'hanno chiamata diaspora dei ricchi norvegesi che fuggono dai fiordi per rifugiarsi in Svizzera, mettere in cassaforte il patrimonio e proteggerlo dalla tasse. E tra i "paperoni" che beneficiano di aliquote (molto) meno onerose tra le Alpi c'è anche Erling Haaland, idolo in patria per i suoi gol che trascinano la Norvegia ai Mondiali e si esibisce nella "viking row" ma divide il Paese per l'esodo di capitali all'estero. Non da solo, ma assieme ai suoi cari. Dove nasce la polemica? L'attaccante non è un evasore: vive e lavora in Inghilterra (risiede in una villa nel Cheshire) in quanto calciatore del Manchester City, e paga regolarmente oneri all'Erario britannico in base al suo ricco stipendio (oltre 30 milioni di euro all'anno). La strategia patrimoniale della famiglia, invece, serve a gestire la fetta più consistente di introiti che derivano da un giro di affari complessivo di 100 milioni di dollari (circa 90 milioni in euro).











