In piena emergenza la norma sugli albergatori che favorì il padre della compagna, titolare del Plaza

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

Non ne sapeva nulla. Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla presidenza del consiglio nel governo Conte 2, va davanti alla Commissione Covid e sotto giuramento afferma: "Non ero a conoscenza dell'emendamento" al decreto legge Rilancio, quello che salvò dalla condanna il "suocero" di Giuseppe Conte, Cesare Paladino. Storico patron del Grand Hotel Plaza di Roma, Paladino si era tenuto in casa i due milioni della tassa di soggiorno pagata per anni da migliaia e migliaia di turisti e per questo aveva patteggiato una condanna per peculato a un anno e 2 mesi.Nella primavera del 2020 il provvidenziale emendamento aggiusta in corsa la situazione: l'albergatore non è più un pubblico ufficiale, ma un privato cittadino e dunque il peculato non c'è più, sostituto da una sanzione amministrativa. Curioso, la compagna di Conte è la figlia del patron del Plaza, la norma voluta dal governo Conte va a dare una mano, anzi a salvare il "suocero" di Conte, ma Fraccaro, che ha in quell'esecutivo un ruolo altissimo e importantissimo, lo scopre in pratica a cose fatte. Conte non gli ha prospettato la delicatezza della norma? Nessuno ha sollevato obiezioni? A quanto pare no, erano tutti all'oscuro, anche i militanti del Movimento 5 Stelle, di solito così attenti alle questioni giudiziarie, al rispetto della legge, alla trasparenza più assoluta e intransigente.Silenzio, in quelle ore cruciali, poi alcuni quotidiani denunciano il potenziale conflitto di interessi di Palazzo Chigi, ma ormai la legge è fatta. E Paladino senior la sfrutta al volo ottenendo dal gip di Roma la revoca della sentenza di condanna. Un colpo di scena più che legittimo, ci mancherebbe, ma che forse avrebbe potuto suscitare critiche se non indignazione nella base 5 Stelle, sempre pronta a puntare il dito contro le manovre e i presunti giochi di potere della politica E schierata con la magistratura. Certo, il 2020 è un annus horribilis, c'è il Covid che imperversa, il turismo e l'economia sono in ginocchio, servono misure urgenti per raddrizzare una situazione difficilissima. Ma da qui a depenalizzare il comportamento degli albergatori che non hanno versato la tassa di soggiorno ce ne corre. Però è quel che accade. Il peculato scompare e pure la sentenza del "suocero" viene sbianchettata. L'allora ministro del turismo Dario Franceschini, uno dei volti più noti del Pd, si prende la responsabilità dell'operazione e aggiunge che tutte le forze politiche erano d'accordo. D'accordo per sostenere il turismo o d'accordo per risolvere il caso Paladino, e naturalmente altri simili, in giro per l'Italia?