Psichiatria
09 luglio 26 Gentili Medici,
Mi rivolgo alla vostra esperienza perché mi trovo in forte stallo clinico dopo un'esperienza frustrante di mancato ascolto sul territorio. Ho assunto Deniban 25 mg per 8 mesi e, a seguire, Efexor (Venlafaxina) per un anno e mezzo, di cui gli ultimi 4 mesi al dosaggio di 37,5 mg.
Oggi sono a 55 giorni dall'ultima pastiglia di Efexor e monitoro tutto con estrema precisione. I primi 13 giorni sono stati caratterizzati da un'astinenza puramente fisica, con una sensazione intensa di freddo, scosse elettriche alla testa (i cosiddetti "brain zaps"), formicolio/friggitio a mani e piedi e forti sbandamenti. Successivamente il quadro è cambiato, alternando finestre di totale e assoluto benessere a ondate emotive destabilizzanti.
Nello specifico, le finestre asintomatiche cedono improvvisamente il passo a ondate intense: ho avuto periodi di 2-3 giorni di pianti forti, poi fasi di rabbia, un solo attacco di panico in 52 giorni e momenti di forte ansia. Nell'ultimo periodo, quando la finestra di benessere si chiude (spesso notando qualcosa che fa da innesco), subentra una tristezza profonda e sproporzionata: dinamiche quotidiane che prima gestivo serenamente, come la normale adolescenza di mio figlio, improvvisamente mi fanno mancare l'aria. Nelle finestre di benessere, invece, tutto torna alla normalità.








