Otto squadre, quattro notti americane per capire chi merita di arrivare fino in fondo: cammini, campioni e crepe di chi sogna la coppa

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Eccoci arrivati in fondo, dunque. Il Mondiale americano ha smesso di essere un affresco corale e si è ridotto a un dramma da camera. Restano in otto, e da giovedì il Mondiale gioca una partita al giorno, come se il tempo stesso si fosse fatto più prezioso, ogni novanta minuti un piccolo redde rationem. Vediamo allora più da vicino le convitate a questo ristretto banchetto, passandole ai raggi X. Francia - Marocco: I favoriti contro i campioni d'AfricaIl primo atto, a Boston, mette di fronte Francia e Marocco: rivincita di Qatar 2022. La squadra di Deschamps ha travolto la Svezia 3-0 nei sedicesimi e conta su un fotonico Mbappé, ma agli ottavi ha sudato contro un Paraguay ostile e fisico, risolvendo solo con un rigore dello stesso Mbappé al 70', ora a quota sette gol e a un passo dal record assoluto di Messi. È una squadra formidabile, la Francia, che vive di una dimensione corale e degli strappi dei suoi inarrivabili solisti — Mbappé, Dembelé, Doué, Barcola e lo scintillante Olise, il miglior assist-man del torneo — e che però fatica quando l'avversario le nega spazi e ritmo. Il Marocco, specularmente, ha eliminato l'Olanda ai rigori grazie al gol di Diop al 90'+1 e poi liquidato 3-0 il Canada. Compattezza difensiva e ariosità di manovra sono le cifre che contraddistinguono i Leoni dell’Atlante, sorretti dal carisma di giocatori come Hakimi e Brahim Diaz, ma anche dagli interventi del prodigioso portiere Bono, oltreché dal talento di Azzedine Ounahi. Il limite potrebbe consistere in una certa difficoltà a penetrare le difese avversarie quando schierano blocchi bassi, cosa che però la Francia non è abituata a fare. Per il resto, i campioni d’Africa - ultimi rappresentanti del loro continente, se la giocano con tutti. Spagna - Belgio: Tutto pende dalla parte delle furie rosseVenerdì a Los Angeles la Spagna, che ha steso l'Austria 3-0 e poi eliminato il Portogallo di un commovente Ronaldo solo al 90'+1 con Merino, affronta un Belgio redivivo. Le Furie Rosse hanno una spina dorsale quasi imprendibile: Rodri a dettare i ritmi, Pedri e Dani Olmo a far girare palla, i terzini Cucurella e Pedro Porro proiettati come ali aggiunte, e davanti Lamine Yamal, che pur senza ancora un gol resta il giocatore che spaventa di più le difese avversarie, con Mikel Oyarzabal a raccogliere - lui sì, con cinico mestiere - ogni cross che passa dalle sue parti. È una Spagna che gioca, al solito, un calcio quasi ipnotico, ma che porta a casa risultati sempre di misura: contro l'Austria e il Portogallo non ha mai dominato il punteggio quanto il gioco. Il Belgio risponde con una rosa di una profondità certa, anche se l’età avanza: contro gli Stati Uniti, Rudi Garcia ha lasciato inizialmente in panchina sia Kevin De Bruyne sia Romelu Lukaku, salvo poi vederli decisivi a partita in corso, mentre a segnare una doppietta è stato Charles De Ketelaere, oggi il vero uomo in più di questa nazionale, con Vanaken e Doku a completare un reparto offensivo capace di cambiare pelle. Courtois, tra i pali, resta una garanzia. Il vero rischio per i belgi è l'equilibrio: una difesa esperta, ma non più giovanissima, che può concedere qualcosa nei momenti di maggiore pressione, come si è visto quando l'errore di un portiere avversario ha spalancato praterie che i Diavoli Rossi hanno saputo sfruttare senza pietà.Haaland contro Kane: Partita aperta a tutti i pronosticiSabato a Miami tocca a Norvegia e Inghilterra, entrambe capaci di eliminare chiunque. La Norvegia ha spedito a casa il Brasile con la doppietta di un immarcabile Erling Haaland, salito a sette gol e capace di segnare in ognuna delle sue prime quattro presenze mondiali; a servirlo, o a inventare in proprio come contro i verdeoro, c'è Martin Ødegaard, che ha fornito un assist in ognuna delle sue partite iridate, mentre Sørloth completa un tridente che corre e verticalizza come pochi altri in questo torneo. È una squadra giovane, quasi debuttante a certi livelli, e la vigilia del quarto non aiuta: un virus ha messo ko diversi giocatori e lo stesso ct Solbakken nei giorni scorsi. L'Inghilterra, dal canto suo, ha piegato 3-2 il Messico grazie alla doppietta di Jude Bellingham e a due rigori di Harry Kane, capitano e capocannoniere di sempre della nazionale inglese: davanti, insieme a loro, agisce anche Bukayo Saka, che porta velocità e imprevedibilità sulla fascia. Dietro, Thomas Tuchel si affida all'esperienza di Pickford tra i pali e alla diga di Declan Rice a centrocampo, ma il reparto arretrato - con Guéhi e Stones al centro - continua a concedere più di quanto la qualità offensiva dei Tre Leoni dovrebbe permettersi: nelle ultime due gare l'Inghilterra ha sempre subito almeno due gol, un dato che pesa come un macigno sulla storica fragilità psicologica della nazionale nei tornei che contano.Argentina - Svizzera: Messi vuole la semifinale