«Uno scippo a Taranto e alla Puglia. Si impedisce anche la speranza di partire con il Dri e i percorsi di produzione di acciaio con la decarbonizzazione»: è questo l’amaro commento dell’assessore regionale allo sviluppo economico Eugenio Di Sciascio. La Regione ha riscontrato nel disegno di legge n.107 del governo Meloni, all’articolo 3, un duro colpo alle aspettative di sviluppo green per lo stabilimento ex Ilva. In sintesi: l’articolo 3 ordina il trasferimento, «dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica al Ministero delle imprese e del made in Italy, delle risorse già destinate alla realizzazione dell’impianto di produzione di preridotto, affinché siano impiegate per il sostegno alla decarbonizzazione dell’industria siderurgica, anche mediante i contratti di sviluppo e nel quadro della normativa europea in materia di aiuti di Stato, tenuto conto della sopravvenuta insufficienza delle risorse». Il governo, attraverso fonti del Ministero delle Imprese, però smentisce che ci sia stata una distrazione di risorse, confermando la «decarbonizzazione all’interno del piano industriale complessivo», spiegando la misura con il riscontro a puntuali obiezioni della Corte dei conti, e confermando la destinazione dei fondi per Taranto.
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