Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa pubblica amministrazione italiana investe nel benessere dei propri dipendenti il 90% in meno rispetto al settore privato. Mentre le aziende private destinano al welfare una quota che oscilla tra l’1% e il 2% del monte salari, gli uffici pubblici si fermano ad appena lo 0,11%.
È questo il dato principale emerso da una ricerca condotta dalla società Bigda per la Flp, il sindacato dei lavoratori pubblici, che evidenzia un gap che penalizza i 3,7 milioni di dipendenti dello Stato.
Il divario nel trattamento fiscale e sanitario
Il confronto tra i due settori risulta impietoso sotto diversi punti di vista, a partire dal trattamento fiscale. Un lavoratore privato può infatti beneficiare di una detassazione che arriva fino a 5mila euro, mentre per chi lavora nella pubblica amministrazione il tetto massimo è fissato ad appena 800 euro. Questa differenza limita drasticamente l'accesso a servizi fondamentali come la sanità integrativa, che è ormai una realtà consolidata nei principali contratti collettivi privati ma resta quasi del tutto assente nei corridoi ministeriali o negli enti locali.
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