Per molti è quasi un rito: quando si fa shopping online, e specialmente in tempo saldi, si compra in leggerezza, nella certezza di potere sempre rispedire l’acquisto al mittente. Fare spese è diventato cioè una sorta di esperimento, dove la propria stanza è il camerino e il vecchio “devo fare un cambio” in negozio un gesto amato e rapidissimo: si fa con un clic. Ma l’abitudine è oggi talmente strutturata e diffusa che ai grandi marchi della moda e del tech e ai colossi dell’e-commerce non sta più bene: così hanno cominciato a cambiare le regole del gioco.

Saldi e acquisti online, la febbre del “reso”

La tendenza a rimandare indietro gli acquisti è diventata ormai parte integrante dell’esperienza di acquisto online. Lo dicono i dati di settore: in media ogni anno si restituiscono quasi tre prodotti a testa, soprattutto quando si parla di abbigliamento, scarpe e accessori. I motivi sono i più classici: la taglia non è quella giusta, il tessuto delude le aspettative o il colore non si abbina come sperato.

Perché restituire gli abiti piace tanto durante i saldi

Durante i periodi di sconti folli come il Black Friday o i saldi, i numeri della merce rimandata indietro salgono moltissimo. Le persone comprano di più e spesso di impulso visti i prezzi ridotti, ma quando poi si ritrovano davanti capi inutili, ecco che il pacco torna indietro. Proprio per arginare questo assalto di rientri difficile da gestire per le aziende, molte grandi catene hanno deciso di correre ai ripari, stringendo i freni e rendendo la vita più difficile agli eterni indecisi.