L’entusiasmo intorno all’AI generativa nelle Risorse Umane ha attraversato in due anni l’intero ciclo di Gartner: entusiasmo, disillusione, normalizzazione. Oggi in molte grandi aziende italiane Copilot è installato sulle macchine degli HR Business Partner, e quasi tutti hanno provato almeno una volta a far rivedere a un modello linguistico una job description o una bozza di comunicazione interna, le job responsibility o gli obiettivi.Eppure, in pochissime aziende è successo davvero qualcosa di trasformativo. Il motivo non è tecnologico, è di posizionamento. L’HR sta usando l’AI come strumento individuale: un correttore di bozze più bravo, un sintetizzatore di documenti, un compagno di brainstorming. Il vero salto si decide altrove: nell’AI agentica, dove sistemi autonomi pianificano passi, accedono a dati, attivano altri sistemi, prendono decisioni e si interfacciano con umani e con altri agenti. Su quel piano l’HR non è più una funzione che adotta una tecnologia. È il livello dove si decide come agenti, dati e persone convivono nell’organizzazione. È, in senso letterale, il sistema operativo del lavoro.Il 2 agosto 2026 questo riposizionamento smetterà di essere una scelta strategica e diventerà un vincolo normativo.Indice degli argomenti