Negli uffici del personale cresce in modo esponenziale la diffusione di progetti basati su tecnologie di intelligenza artificiale generativa e soprattutto tra i leader Human Resources (Hr): dal 19% registrato nel 2023 la percentuale di crescita ha toccato il 61% in questi 10 mesi del 2025. Un segnale che indica una svolta nella maturità digitale delle direzioni risorse umane, pronte a trasformare il modo di lavorare valorizzando efficienza e produttività. È quanto emerge dalla ricerca “Processi di AI e impatti HR” coordinata da Luiss Business School e HRC Community e presentata recentemente a Roma nel corso dell’evento Future @Work “Non dire domani”, promosso da HRC Community in collaborazione con Luiss Business School. Un’occasione per fare il punto su come intelligenza artificiale (AI), cultura del lavoro e capitale umano stanno ridisegnando l’impresa italiana. Al centro del dibattito, la necessità per l’Italia, seconda potenza manifatturiera europea, di integrare AI e digitalizzazione per valorizzare le persone e diffondere innovazione anche oltre le grandi città.
AI come alleato strategico e la sfida culturale
L’intelligenza artificiale, spesso percepita come minaccia occupazionale, viene invece presentata come una leva per potenziare le capacità umane. Marco Gallo, Managing Director di Hrc Community, ha sottolineato come la vera sfida sia culturale: «passare dall’uso passivo della tecnologia a un ruolo dirigente “HR per AI”, dove le risorse umane guidino la trasformazione tutelando persone, etica e valore».






