La Casa Bianca si starebbe preparando a quello che potrebbe trasformarsi in un “ciclo di scontri” con l’Iran che potrebbero durare “diversi giorni e forse anche settimane”, scrive il sito di informazioni Axios che cita funzionari americani. Secondo la testata la durata e l’intensità della nuova offensiva “dipenderà interamente dalle prossime mosse di Teheran”. L’analisi di Gianfranco D’Anna

C’è una precisa strategia bellica nelle nuove ondate di bombardamenti dell’Iran decise da Trump. Inizialmente attribuita al quotidiano teatrino trumpiano della politica internazionale, oscillante fra Freud, Nietzsche e Pirandello, la decisione di riprendere il martellamento delle riattivate e ulteriormente potenziate postazioni missilistiche e delle infrastrutture militari dei pasdaran, è stata attuata sulla base delle rilevazioni satellitari e del costante monitoraggio da parte dell’intelligence delle mosse del regime degli ayatollah.

Piani resi evidenti dalle oceaniche manifestazioni di odio, di incitamento alla vendetta e all’eliminazione di Trump che stanno caratterizzando i sei rabbiosi giorni dei funerali i Khamenei e, soprattutto, dalla occulta riattivazione nei bunker sotterranei del programma nucleare e dalla ripresa in grande stile delle produzioni di missili balistici e droni.