C’è un nuovo regolamento europeo che disciplina i fornitori di rating Esg. L’obiettivo è aumentare trasparenza, affidabilità e comparabilità delle valutazioni, spesso diverse per metodologia tra diversi operatori. La soluzione? I provider dovranno ottenere un’autorizzazione preventiva da parte dell’autorità europea dei mercati finanziari e saranno soggetti a vigilanza diretta. Inoltre, dovranno rendere pubbliche informazioni sulle metodologie utilizzate, sulla gestione dei conflitti di interesse e sull’organizzazione interna. Non è solo questione ‘estetica’ ma si traduce in fatti concreti (e finanziari) nei processi d’impresa. Ne parliamo, soffermandoci sull’impegno generale delle imprese sul tema, con Chiara Cormanni, vicepresidente Gruppo Giovani Imprenditori Assolombarda con delega alla Sostenibilità e all’Inclusione.
Lo scenario normativo europeo evolve rapidamente, ponendo alle aziende sfide che vanno ben oltre il reporting.
La comunicazione Esg, nel rispetto delle direttive su Green Claims ed Empowering Consumers, è essenziale per proteggere la reputazione aziendale e costruire fiducia con gli stakeholder. Parallelamente, l’economia circolare rappresenta una leva competitiva concreta che coinvolge diversi aspetti di innovazione, dalla progettazione dei prodotti all’efficienza nei consumi e infine alla gestione intelligente dei residui. Si tratta di un tema molto caro al Gruppo dei Giovani Imprenditori di Assolombarda, che in un recente incontro della sua Academy ha condiviso esempi e casi studio di settore per condividere soluzioni pratiche ed evidenziare i vantaggi competitivi reali che le imprese possono acquisire.










