di

Carlo Cottarelli

L’ultimo pareggio di bilancio? Correva l’anno 1925. Poi sempre deficit. Il debito pubblico è la somma cumulata di tutti i deficit del passato

Il convento è povero, ma i frati sono ricchi. A questa metafora si ricorre spesso per illustrare la situazione italiana: uno stato molto indebitato, ma famiglie ricche. Ma cosa è esattamente il debito pubblico? Come si è formato? Che rischi comporta avere un alto debito? E come si può ridurlo senza mettere una patrimoniale sui frati?

Per rispondere chiariamo la differenza tra deficit e debito pubblico. Il deficit è quello che lo stato spende, per pensioni, sanità, giustizia, eccetera, meno quello che lo stato incassa dalle tasse. Se lo stato spende 100 e incassa 90, il deficit è 10. L’eccesso deve essere finanziato aumentando il debito, come avverrebbe per una famiglia che spende più del suo reddito. Per una famiglia però, non è facile indebitarsi. Per lo stato lo è: l’ultima volta che abbiamo pareggiato il bilancio era il 1925. Poi sempre deficit. Il debito pubblico è la somma cumulata di tutti i deficit del passato. Insomma, il deficit è il fiume che alimenta il lago del debito. Questo lago è costituito soprattutto da titoli di stato comprati da banche, compagnie di assicurazioni, fondi vari, famiglie, insomma residenti italiani ed esteri.