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Andrea Bonafede

Il rapporto «Finanza pubblica: fabbisogno e debito» della Banca d’Italia: lo scorso mese aumento di 26,2 miliardi. A giugno diminuite le entrate tributarie, ma in aumento da inizio 2026

Il debito pubblico italiano sale a un nuovo massimo. Nel mese di giugno il debito della Pubblica amministrazione è infatti cresciuto di 26,2 miliardi rispetto al mese precedente, raggiungendo quota 3.207,2 miliardi di euro. Lo comunica la Banca d'Italia, nel rapporto «Finanza pubblica: fabbisogno e debito», sottolineando che l'incremento riflette il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (13,3 miliardi), la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (9,8 miliardi, a 61,7), nonché l'effetto degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione dei tassi di cambio (3,1 miliardi). Con riferimento ai sottosettori, la variazione del debito è imputabile a quella delle Amministrazioni centrali (26,9 miliardi), in piccola parte compensata dalla diminuzione del debito delle Amministrazioni locali (0,7 miliardi). La vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni.

La ripartizione del debitoContinua a diminuire la quota del debito detenuta dalla Banca d'Italia, che ora si colloca al 16,7% (rispetto 17,2% del mese precedente). A maggio (ultimo mese per cui questo dato risulta disponibile) è cresciuta invece la quota del debito detenuta dai non residenti: un aumento al 35,9%, dal 35,7% del mese precedente. La quota detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) è inoltre diminuita al 14,5%, dal 14,7% del mese precedente.