Il passo di Carlin Petrini diventa il simbolo della nuova edizione di Terra Madre - Salone del Gusto. Il suo incedere, alla fine affaticato e lento, diventa strumento di misura, il giusto ritmo con cui muoversi tra i 700 stand di Terra Madre - Salone del Gusto. «Era un suo desiderio: riportare in centro a Torino l'appuntamento» dice Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia. «Ci disse: voglio che sia raccolto e che io riesca a girarlo tutto. Con il mio passo». Il sogno si avvera, dal 24 al 27 settembre, in questo anno tanto significativo, di addii e anniversari. Carlin Petrini non avrebbe voluto fermare la festa di Slow Food. «Carlin non avrebbe voluto che tenessimo il lutto: Slow Food è viva ed è pronta a raccogliere la sua eredità». E a festeggiare i 40 anni di Slow Food e i 30 del Salone del Gusto. Per l'occasione è atteso, il giorno dell'apertura, un ospite speciale, che per Petrini ha sempre speso parole di stima, condividendone l'impegno e il lavoro sul cibo buono, pulito e giusto: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Come sarà organizzata Terra Madre nel centro di Torino Per quattro giorni il centro di Torino diventerà il cuore di Terra Madre. Da piazza Carlo Felice a piazza Vittorio, per quattro giorni il cuore della città, le sue piazze auliche, le sue vie su cui si affacciano residenze reali e palazzi liberty, diventeranno un mercato a cielo aperto, laboratorio culturale, momento di confronto sulle politiche alimentari e di incontro tra i 1500 delegati da tutto il mondo, vetrina per i presìdi Slow Food. Budget complessivo, tra ricavi e costi: tra i 6 e i 7 milioni di euro, con il sostegno di partner istituzionali e privati. Il ritorno in centro rappresenta un gesto di riconoscenza verso Torino. «Stare in centro è una forma di riconoscenza verso la città che ci ha sostenuto e ospitato per 30 anni» dice Daniele Buttignol, amministratore delegato di Slow Food Promozione. Cosa vedere: mercato, produttori, laboratori e conferenze Il percorso di Terra Madre attraversa le principali piazze di Torino con eventi, produttori e spazi culturali. Il percorso ideale, sulle tracce di Carlin, parte da piazza Carlo Felice, con l'area degli impollinatori urbani. Via Roma, fresca di restyling (dovrebbe inaugurare due settimane prima), si riaccende proprio con Terra Madre, il primo evento ospitato nel nuovo tragitto interamente pedonalizzato. Fino a piazza Vittorio sarà allestito il grande mercato italiano dei 600 produttori, dai contadini ai casari (grande novità: la suddivisione per aree regionali). L'Enoteca, l'Arca del Gusto e i Maestri del Gusto saranno distribuiti nelle principali piazze del centro. L'enoteca trova casa in piazza San Carlo, salotto condiviso con la rete Slow Food e il progetto Terre Alte dedicato al sistema agro-silvo-pastorale montano. Slow Food Italia è in piazza Castello, dove sbarca anche l'Arca del Gusto, centinaia di prodotti - frutta, verdura, formaggi, pani, dolci, salumi - a rischio estinzione. In piazza Carlo Alberto ci saranno i Maestri del Gusto. Laboratori all'Archivio di Stato, l'area Educazione in piazzetta Reale e Slow Web al cinema Centrale. L'Auditorium di Reale Mutua ospiterà le conferenze, mentre alle Gallerie d'Italia si celebrano i 40 anni dell'associazione, con filosofi, attivisti, attori, amici, come Luciana Castellina, Paolo Hendel, Max Casacci, Lella Costa, Massimo Montanari. E poi cene, degustazioni, feste. Tra Biodiversity - Be Diversity Il tema dell'edizione 2026 è "Biodiversity - Be Diversity". Il tema è «Biodiversity - Be Diversity», declinata in tutta le sue forme, ambientale, agricola, culturale, sociale, anche linguistica. «Vuol dire riconoscere e rispettare la diversità», dice il presidente della Regione, Albero Cirio. Le istituzioni e Slow Food invitano a recuperare un senso di umanità attraverso la biodiversità. Una appello a sforzarsi di tutelare, ma anche di recuperare, un'umanità perduta, ricorda il sindaco Stefano Lo Russo: «C'è una degenerazione collettiva, anche nella narrazione che alimenta la paura, la sopraffazione. Invertiamo rotta per non regredire. È un dovere morale e politico». Torino può essere capofila di questa virata virtuosa: «Terra Madre l'ha già trasformata - dice Edward Mukiibi, presidente Slow Food - oggi la città è fonte di ispirazione e speranza per migliaia di persone che hanno partecipato all'evento nel corso degli anni, scoprendo e rispettando Torino».