HomeFerraraCronacaIn fuga dal caldo torrido. Tra i fiordi della Norvegia, la vacanza è ormai al fresco. Ma c’è chi va in ColombiaCon le altissime temperature nelle città salgono le prenotazioni verso il nord Europa "In parte siamo usciti dalla crisi internazionale, ma certe località suscitano forti timori".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn arcipelago del Mare Glaciale Artico, 81° di latitudine nord, a metà strada tra la Groenlandia e la Russia. Sono le isole Svalbard, è la parte più settentrionale della Norvegia, le terre abitate più a nord del pianeta. Sono la meta di una coppia – marito e moglie – che ha varcato l’ingresso dell’agenzia viaggi Linktours in via Garibaldi.
"Vanno alla scoperta dei fiordi, ci sono in questo momento dieci gradi. Fanno alcune escursioni, una meta molto particolare", spiega Silvia Zannini titolare dell’agenzia insieme al fratello Simone. Insomma, lassù stanno al fresco. E magari andranno a cena con qualche connazionale. Alle Svalbard pare ci sia una comunità italiana. E’ molto piccola, 20-30 persone su una popolazione dell’arcipelago di 3mila abitanti. E’ la vacanza originale, possibilmente al fresco, il filo conduttore di questa estate. Dall’Albania alle Isole Canarie (Tenerife e Fuerteventura), dalle Isole Greche (Cicladi e Ionie), alla costa dell’Algarve in Portogallo. Senza dimenticare l’Islanda e appunto la Norvegia. Che magari deve ringraziare le alzate di ingegno di Trump sulla Groenlandia per questa improvvisa e un po’ sorprendente notorietà. I paradisi più gettonati di un’estate a 40 gradi, fino all’altro giorno. E che, dopo una breve parentesi, è tornata già a quota 38, un forno da cui fuggire. Tra le mete in capo al mondo di questa estate estrema c’è anche la Colombia, con tappa a Medellín capitale di Antioquia, provincia montuosa. E’ soprannominata la città della eterna primavera per il suo clima temperato, ospita il famoso festival dei fiori. Ma di famoso, in Colombia, non c’è solo il festival. C’è anche il cartello, i signori della coca, zone spesso pericolose. "E’ un viaggio organizzato – precisa ancora Zanini – ogni dettaglio, ogni tappa è decisa a tavolino. Ci sono Paesi che è meglio visitare con comitive e itinerari sicuri e ben disegnati". La crisi internazionale non è terminata, trattative, strette di mano, scambi d’accuse a distanza. Qualche effetto della distensione comunque si vede. "Da un mese la Farnesina ha riaperto agli Emirati Arabi, prima era un paese sconsigliato".










