di Fabrizio Paladino

Un chilometro di distanza minima e l’obbligo del braccialetto elettronico per frenare quella che il giudice ha definito un’escalation di violenze e vessazioni. Si è chiusa con una pesante misura cautelare l’indagine su una logorante guerra tra vicini nel comune, culminata in un’ordinanza firmata dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia, Margherita Amodeo. Il provvedimento impone a una coppia di coniugi di 35 anni il divieto assoluto di avvicinamento e di comunicazione con le persone offese. Una decisione drastica, dettata dal concreto e attuale pericolo di reiterazione del reato, che prevede una linea dura: se i due indagati dovessero rifiutare l’installazione del dispositivo di tracciamento elettronico, scatterà per entrambi l’immediato divieto di dimora nel territorio comunale. Il quadro delineato dall’accusa descrive mesi di vero e proprio inferno domestico, iniziato lo scorso gennaio e proseguito a suon di denunce. Nel mirino della coppia sarebbero finiti due vicini di casa vulnerabili: un uomo disabile di 63 anni e la madre anziana di 82. La quotidianità delle vittime sarebbe stata pesantemente stravolta da una serie sistematica di molestie, insulti e minacce di morte, che avrebbero costretto madre e figlio a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita pur di non incrociare i presunti aguzzini. I dettagli emersi dall’ordinanza del Gip tratteggiano una situazione di totale esasperazione. Agli atti si parla di continui dispetti, come il lancio di acqua saponata, il danneggiamento delle piante che circondavano l’appartamento delle vittime e offese pesanti rivolte perfino allo stato di salute del 63enne. In un’occasione, l’anziana madre sarebbe stata colpita in pieno da una secchiata d’acqua. Le ostilità, anziché placarsi, sarebbero persino aumentate al momento della conclusione delle indagini, sfociando nel lancio di vasi, fioriere e persino di una scopa contro i due vicini. L’episodio più grave citato dal magistrato per giustificare l’urgenza della misura riguarda però una violenta colluttazione avvenuta tra il marito indagato e l’anziana donna. Quest’ultima, spinta a terra durante il diverbio, era stata costretta a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso. La battaglia giudiziaria è entrata nel vivo proprio in queste ore nel tribunale del capoluogo umbro, dove i coniugi indagati sono attesi per l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip Amodeo. La strategia difensiva, affidata all’avvocato tifernate Eugenio Zaganelli, punta però a ribaltare completamente il racconto dell’accusa. I due coniugi si dichiarano infatti con forza del tutto estranei alle contestazioni e, per voce del loro legale, sostengono una versione diametralmente opposta: secondo la difesa, i ruoli sarebbero invertiti e sarebbero proprio i due coniugi a subire da lunghissimo tempo provocazioni e dispetti continui da parte dei vicini di casa.