PORDENONE - Nel deserto di Atacama, in Cile, a oltre tremila metri di altitudine, l’Extremely Large Telescope (ELT) ha compiuto uno dei passaggi più delicati e simbolici della sua costruzione: la rotazione completa attorno al proprio asse verticale. Un test cruciale, eseguito nelle scorse settimane a Cerro Amazones, che ha confermato la perfetta risposta della struttura metallica progettata e realizzata da Cimolai Spa, azienda friulana protagonista di uno dei più complessi progetti ingegneristici mai affrontati nel settore dell’astronomia mondiale. ELT, destinato a diventare il più grande telescopio ottico e nel vicino infrarosso al mondo, è una macchina colossale: 71 metri di diametro, 62 metri di altezza, una massa rotante di 4.600 tonnellate che deve muoversi con una precisione misurata in micrometri. La struttura è inserita all’interno del gigantesco Dome, una cupola in acciaio da 92 metri di diametro e 80 metri di altezza, del peso di circa 6.000 tonnellate, anch’essa realizzata da Cimolai. «Il tutto – spiega l’ingegnere Luigi Cimolai – sarà installato su un sistema di isolamento sismico di nuova concezione che assicurerà un’elevata rigidezza e stabilità in fase di osservazione mentre, in fase sismica, fornirà il necessario smorzamento garantendo la salvaguardia dei delicatissimi specchi e strumenti».