<p>Il patrimonio immobiliare pubblico non è un costo da gestire ma è «uno dei principali motori di sviluppo del Paese, oggi leva di rigenerazione dei territori e di creazione di valore per la collettività».

Queste le parole con cui la direttrice del Demanio, Alessandra dal Verme, ha aperto la prefazione del rapporto annuale dell'Agenzia, che gestisce un patrimonio di oltre 45 mila immobili che valgono 63,2 miliardi di euro.

Si tratta di 44 milioni di metri quadrati di fabbricati e 1,3 miliardi di metri quadrati di aree, terreni e riserve naturali.

La quota principale delle superfici utili è rappresentata dalle caserme (17,5 milioni di mq), seguite da uffici pubblici (9,7 milioni), carceri (4,4 milioni) ed edifici storici o musei (4,1 milioni).</p><p>L'Agenzia ha già in corso investimenti per 5,1 miliardi di euro e negli ultimi tre anni ha impresso una forte accelerazione ai programmi di riqualificazione: gli interventi realizzati sono cresciuti del 172% rispetto al 2022, mentre quelli avviati segnano un incremento del 55%.

Da segnalare, inoltre, che è aumentato il coinvolgimento di altre amministrazioni, con interventi finanziati da risorse esterne cresciuti del 310%, e che la capacità di attrazione di capitali privati ha toccato quota 120 milioni di euro nel 2025.</p><p>La direttrice che domina la strategia dell'Agenzia restano i Piani Città degli Immobili Pubblici: non interventi isolati ma una pianificazione integrata e condivisa con gli enti locali, le università e i privati per ridefinire in anticipo le destinazioni d'uso e massimizzare gli effetti della rigenerazione urbana.