L’Alleanza atlantica esce dal vertice di Ankara con un nuovo impegno: 70 miliardi di euro in aiuti militari, assistenza e addestramento per Kiev nel 2026 e la promessa di mantenerne almeno altrettanti nel 2027.
Nelle conclusioni del summit Nato torna inoltre la formula dell’«incrollabile sostegno» all’Ucraina, della quale viene riconosciuto il contributo essenziale alla sicurezza euro-atlantica. Un risultato ottenuto soprattutto grazie alla spinta degli alleati europei, determinati a mantenere Washington ancorata alla linea del sostegno a Kiev.
Il segnale politicamente più rilevante va in questa direzione e arriva dal faccia a faccia tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Il presidente americano apre alla possibilità di concedere a Kiev una licenza per produrre sul proprio territorio i sistemi di difesa Patriot e si dice disponibile a discutere future garanzie di sicurezza per l’Ucraina.
SEMBRANO LONTANI, almeno in Turchia, i tempi dell’umiliazione del leader ucraino nello studio ovale alla Casa Bianca.
Intanto, sul fronte del sostegno a Kiev, il Regno Unito annuncia una nuova iniziativa: una coalizione di 12 paesi pronta a sviluppare missili di precisione a lungo raggio, con investimenti superiori a 50 miliardi di dollari nel prossimo decennio.













