Il summit Nato di Ankara è durato due giorni, ma per capire come è andata basta una frase pronunciata da Donald Trump mercoledì, seduto accanto al segretario generale Mark Rutte davanti alle telecamere: «Sono molto arrabbiato con la Nato. A causa di quello che hanno fatto con la Groenlandia e a causa del fatto che non hanno voluto aiutarci con il principale sponsor statale del terrorismo, che è l’Iran».

Tra gli alleati colpiti, la Spagna è stata la vittima principale. Durante la sessione plenaria, con il premier Pedro Sánchez nella stessa stanza, Trump ha definito Madrid «un partner terribile nella Nato» e una «causa persa», e ha ordinato al segretario al Tesoro Scott Bessent di tagliare tutti i rapporti commerciali con il paese. La ragione sta nel rifiuto della Spagna all’uso delle sue basi militari durante la guerra contro l’Iran, avviata senza consultare gli alleati europei.

Già a marzo Trump aveva espresso il suo disappunto per questa insubordinazione spagnola, ma mai con l’aggiunta di una ritorsione commerciale esplicita. Cosa che invece questa volta ha ordinato in diretta davanti alle telecamere.

ANCHE LA DANIMARCA ha vissuto la sua giornata di fuoco. «La Groenlandia è molto importante per gli Stati Uniti, ma non è importante per la Danimarca – ha ripetuto ancora una volta Trump – Avevamo preso la Groenlandia, poi stupidamente l’abbiamo restituita». Per il tycoon il rifiuto europeo di acconsentire alla sua richiesta di annessione «ha danneggiato i miei rapporti con la Nato», e perciò ha minacciato di «rimuovere tutti i soldati dall’Europa» se gli alleati non cambieranno posizione.