di
Ilaria Sacchettoni
La difesa davanti ai pm: nessun giallo. La Procura vuole riascoltare il conduttore di Report
L’avvocato Sergio Cola, volpone del diritto e della Seconda Repubblica (già deputato di Alleanza nazionale), si immola ai cronisti mentre il suo cliente, con uno scarto inatteso, entra veloce nell’edificio della Procura. Valter Lavitola arriva tardi, non risponde, si protesta innocente.
Il primo faccia a faccia con il pool di magistrati che indaga sull’attentato del 16 ottobre 2025 contro Sigfrido Ranucci si conclude con una professione di lealtà nei confronti del conduttore di Report «suo amico fraterno» e lascia intatti i mille dubbi su questa storia bizzarra e all’apparenza tortuosa. La strategia difensiva impone di temporeggiare in attesa di conoscere meglio le carte dei pm Carlo Villani e Edoardo De Santis, dunque vi sarà ricorso al tribunale del riesame per scoprire le insidie nascoste nelle intercettazioni.











