BOLOGNA – Un murale firmato da un celebre street artist, un impianto fotovoltaico per l’autoconsumo per ridurre l’impatto ambientale di una delle storiche aziende le territorio bolognese. Ad Anzola, lungo la via Emilia, è stato svelato l’intervento artistico di Cheone, che ha portato i simboli della Fabbri 1905 – il celebre vaso bianco e blu, l’amarena, i fiori e la farfalla – su un silo della seconda metà del ‘900 non più in uso, che diventa vetrina dello stabilimento. E contemporaneamente è stato inaugurato l’impianto fotovoltaico, sviluppato assieme a Hera, da 900 Kwp, capace di produrre 978mila Kwh di energia rinnovabile: eviterà ogni anno l’emissione di 280 tonnellate di anidride carbonica, per il cui assorbimento servirebbero 20mila alberi.
Nicola Fabbri, quarta generazione della famiglia, sottolinea il valore della sostenibilità: con l’opera di Cheone e l’impianto fotovoltaico “da un lato restituiamo nuova vita a un elemento dello stabilimento attraverso l’arte, dall’altro investiamo in tecnologie che riducono il nostro impatto ambientale”. Una visione condivisa anche dal sindaco di Anzola Paolo Iovino, emerge “la volontà di questa grande impresa di investire sul territorio, coniugando innovazione, sostenibilità e attenzione al contesto in cui opera”. Isabella Malagoli, ad di Hera Comm, certifica che “il 95% dell’energia rinnovabile” prodotta dall’impianto “sarà destinato all’autoconsumo, con un beneficio economico immediato e misurabile”.






