HomeCronacaIl giallo della ricina vicino alla svolta? Convocato ancora il parroco di Pietracatella. “Progressi importanti nelle indagini”Don Stefano Fracassi è stato ascoltato per la seconda volta: potrebbe aver raccolto una confidenza chiave di Antonella Di Ielsi, uccisa con la figlia Sara nei giorni di Natale. Gli esperti tedeschi sulle tracce del veleno fataleAntonella Di Ielsi e Sara Di Vita (D) con il marito Gianni Di Vita e l'altra figlia Alice di Vita (Ansa)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciCampobasso, 8 luglio 2026 – Le indagini sul doppio omicidio di Pietracatella potrebbero essere vicine a una svolta. Di “significativi passi avanti e progressi importanti” parlano fonti qualificate a conoscenza del fascicolo, anche se “servirà ancora tempo” per chiudere il cerchio, dicono. Ufficialmente non ci sono ancora indagati per la morte di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara Di Vita, avvelenate e uccise con la ricina nei giorni di Natale, come hanno confermato gli accertamenti autoptici. Ma il numero dei sospettati si ridurrebbero a tre, due donne e un uomo, familiari o conoscenti stretti delle vittime.

Il ruolo del prete

Ci sono invece decine di persone ascoltate perché “informate sui fatti”: nelle ultime ore ha destato attenzione la seconda convocazione in procura di don Stefano Fracassi, il giovane parroco di Pietracatella, 33 anni, che ieri è tornato a colloquio con gli investigatori, dopo una prima deposizione. Il prelato potrebbe aver raccolto una confidenza chiave di Antonella proprio il 25 dicembre scorso, quando Sara ha accusato i primi malesseri. Non è dato sapere quanto possa raccontare agli investigatori senza violare il segreto confessionale. Ma la sua testimonianza potrebbe essere stata decisiva.