Per fare “bene” il bene è necessario prima di tutto ascoltare “bene”. È in questa consapevolezza che risiede la forza caritativa di iCare, cooperativa sociale di comunità della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, frutto di «un attento lavoro di lettura del territorio, condotto, attraverso i Centri d’ascolto, dalla Caritas diocesana, insieme alle parrocchie, con l’obiettivo di comprendere i bisogni e i sogni delle persone fragili e trasformarli in segni», ha raccontato al telefono il presidente della cooperativa, don Matteo Prodi.Grazie anche ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica - 62mila euro per il 2024 e 2025 - sono tante le occasioni di sostegno, formazione, incontro che la cooperativa di Cerreto Sannita, con sede nel Centro della Cartias diocesana “Casa Santa Rita”, dona al territorio. A partire dal laboratorio di pasticceria sociale “DolceMente” che attraverso operatori, volontari e pasticcieri offre percorsi di formazione a ragazzi con disabilità con l’obiettivo di garantire un progetto di vita che comprenda anche l’inserimento nel mondo del lavoro: una risposta che incontra anche «la preoccupazione del “dopo di noi” dei genitori. Oggi ci sono già quattro dei nostri ragazzi in tirocinio lavorativo», ha messo in evidenza don Prodi. Un aiuto importante per le famiglie che vivono quotidianamente la disabilità cui si aggiungono i laboratori di motricità, musica e ceramica: «I progetti vengono portati avanti provando a mettere in collegamento i diversi percorsi: sia tra di loro, in una sorta di circuito interno: il laboratorio di ceramica, ad esempio, realizza le sorprese per le uova di Pasqua prodotte dalla pasticceria sociale; sia con contesti esterni: per il laboratorio di motricità stiamo, ad esempio, prendendo contatti con il mondo paralimpico».Ma fin dalla sua costituzione, la cooperativa iCare ha avuto come priorità anche «quella di curare le ferite provocate dalla violenza di genere. Per questo, tra i progetti portati avanti, ci sono il Centro antiviolenza “La voce delle donne” di Sant’Agata de’ Goti e la “Casa delle donne”, un centro per l’accoglienza di donne maltrattate (Cadm) che, nello scorso anno, ha accolto nove donne con i propri figli», ha continuato don Prodi. Donne che vengono concretamente accompagnate nella rinascita grazie anche al progetto della sartoria sociale RiCuce, con sede a Cerreto Sannita, che mira ad offrile loro competenze e futuro lavorativo oltre a ridurre il rifiuto tessile attraverso la raccolta selettiva e il riciclo di abiti usati. Un’attenzione all’ambiente che, sempre a Cerreto Sannita, caratterizza anche il progetto di agricoltura sociale dedicato alla raccolta e alla vendita degli ortaggi e delle olive dell’orto e dell’uliveto adiacenti all’Episcopio, la cui coltivazione è fatta senza l’uso di concimi chimici e pesticidi: anche in questo caso non manca la formazione con l’obiettivo dell’inserimento nel mondo del lavoro di quanti sono coinvolti.Dal 2017, anno di nascita, iCare è diventata punto di riferimento per chi abita il vasto territorio della diocesi e anche per le istituzioni, come dimostrano il Servizio di refezione scolastica per i Comuni di Cerreto Sannita, San Salvatore Telesino e San Lorenzello, che coinvolge anche il laboratorio “DolceMente”; il Centro polifunzionale per persone diversamente abili, un servizio gestito per conto e in collaborazione con l’Ambito Sociale B04, in una struttura messa a disposizione dal Comune di San Lorenzo Maggiore; il Centro polifunzionale per minori “Kids and Teens” a Sant’Agata dei Goti accreditato dall’Ambito B03 per supportare famiglie in condizioni di fragilità economica e sociale e minori già seguiti dai servizi territoriali o esposti al rischio di povertà educativa, offrendo opportunità concrete di crescita, sostegno e condivisione: un luogo aperto anche nel periodo estivo quando si trasforma in Summer Camp, con attività ludiche, laboratoriali e sportive.La squadra di iCare non vuole lasciare indietro nessuno, né per età né per provenienza: «Forte è la collaborazione con la Caritas, in particolare per i Centri d’ascolto e per il dormitorio dove sono ospitate attualmente anche persone provenienti dallo Yemen che saranno inserite nei nostri percorsi - ha spiegato ancora don Matteo Prodi -. Proviamo a dare risposte a tutti anche se la vastità del territorio e la dimensione delle strutture non ci facilitano».La cooperativa è una realtà giovane nata dai giovani «che sono stati tra i soci fondatori, due per ogni parrocchia della diocesi, dato che la nascita della cooperativa mirava anche a dare loro una prospettiva lavorativa. Oggi iCare ha 39 dipendenti e ha chiuso il 2025 con un fatturato di 880mila euro, oltre 500mila euro dei quali spesi per il personale», ha sottolineato ancora don Prodi. Si tratta di una bella squadra che genera bellezza sociale e lo fa anche curando e promuovendo la bellezza locale: tra i progetti promossi c’è infatti Mila-Museo itinerante luoghi alfonsiani, per guidare alla scoperta dei posti in cui visse e operò Alfonso Maria de’ Liguori, il santo vescovo che scelse Cristo nei poveri.
Il futuro è "dolce" anche per i ragazzi disabili: cos'è la pasticceria sociale di Cerreto Sannita
Fra le attività di iCare, cooperativa sociale di comunità della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, la pasticceria che dà lavoro ai ragazzi con disabilità, l’agricoltura sociale, il centro antiviolenza e quello per i minori svantaggiati. Tutto anche grazie all'8xmille alla Chiesa cattolica






