bandiera biancaUn centro londinese di studi su fertilità ed embriologia rivela che il livello medio di testosterone è calato del 54 per cento fra il 1972 e il 2019, e fra le cause c'è anche il fattore clima. Riusciranno i maschilisti più rudi e pittoreschi a diventare dei Greti Thunberg per salvare la mascolinità?di8 LUG 26Ultimo aggiornamento: 12:44Foto di Mike Erskine su UnsplashE adesso chi lo dice a Trump, chi lo dice a Vannacci, a Orbán o anche solo ai famigerati fratelli Tate? Un centro londinese di studi su fertilità ed embriologia ha rilevato che il livello medio di testosterone è calato del 54 per cento fra il 1972 e il 2019, ciò che implica – lo spiego ai pochi talmente testosteronici da avere difficoltà con le divisioni – un calo annuo di almeno l’1 per cento per mezzo secolo. Fatto sta che fra le cause di questa spettacolare diminuzione gli scienziati individuano anche il cambiamento climatico.A questo punto si apre un paradosso: i più muscolari negatori del cambiamento climatico sono abitualmente anche i maschilisti più rudi e pittoreschi, tant’è vero che i due aspetti non di rado coincidono nella visione politica; nei programmi, o nei proclami più o meno beceri sui social, è frequente che alla scarsa attenzione per le questioni ambientali corrisponda una certa protervia nell’asserire o patrocinare chissà quale superiorità del maschio. A questo punto però costoro si trovano di fronte a uno scacco matto: o si mettono nell’ordine d’idee di salvaguardare la loro preziosissima mascolinità, e improvvisamente diventano dei Greti Thunberg intenti a crociate per salvare il pianeta; oppure continuano imperterriti a dire che non fa poi così caldo e perdono anche il testosterone residuo nel giro del prossimo mezzo secolo. Non manca molto.