Pubblicato il: 08/07/2026 – 16:05
REGGIO CALABRIA «Cari Compagne e Compagni, come già comunicato nel corso della nostra ultima riunione, tenutasi il 3 luglio presso la Federazione di Reggio Calabria, rassegno le mie dimissioni da Segretaria cittadina del Partito Democratico di Reggio Calabria. Intendo, con questa decisione, assumermi la mia parte di responsabilità politica sul risultato elettorale del partito ottenuto nell’ultima tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale della nostra città. Come ho già avuto modo di commentare, il risultato delle nostre ultime elezioni amministrative è stato una sonora sconfitta per il centrosinistra e per il nostro partito. Possiamo raccontarcela come vogliamo, ma i cittadini di Reggio Calabria hanno espresso un chiaro e netto giudizio negativo su come abbiamo amministrato la città»: inizia così la lettera di Valeria Bonforte.
Troppi personalismi e superficialità
«Al contempo, bisogna riconoscere che è mancata la capacità di tenere unito e compatto il fronte del centrosinistra. Troppe schermaglie inutili e dannose, troppi personalismi, hanno inciso negativamente – secondo Bonforte – nei rapporti politici con le altre forze del centrosinistra e, di conseguenza, sul risultato elettorale. Ho sperato in una discussione post-elettorale franca e sincera fra di noi, ma invece ho percepito, soprattutto da parte dei massimi dirigenti del PD, superficialità nell’analisi politica e incapacità di essere inclusivi e di accettare la diversità di opinioni, che sono state oggetto di epiteti volgari e poco rispettosi, soprattutto nei confronti delle donne presenti. Additare i compagni o le compagne, come nemici del partito, che complottano, sol perché la pensano in maniera diversa dal Segretario Metropolitano, come avveniva nel pensiero leninista, è davvero triste e svilisce il valore della nostra azione politica. Le diversità di opinioni sono una ricchezza per un partito che parla di pluralità, di rispetto di genere. Il pensiero unico appartiene ad altri! Con rammarico, devo rilevare che mi sono spesso scontrata con questa impostazione nella gestione del confronto e delle discussioni».







