Cadono le aggravanti del metodo mafioso e della premeditazione, la condanna per omicidio è a venti anni di reclusione. È questo il verdetto per Gennaro Belaeff, reo confesso per l’omicidio di Pasquale Sesso e per il tentato omicidio del figlio Luigi. Sono stati i giudici della seconda sezione di corte di assise (presidente Conte) a condannare a venti anni il responsabile del delitto consumato tra i vicoli di Pizzofalcone a luglio del 2023. In aula, il pm aveva chiesto una condanna all’ergastolo, sulla scorta di un ragionamento che è stato accolto solo in parte dai giudici. Difeso dai penalisti Domenico Dello Iacono e Bernardo Scarfò, Belaeff aveva ammesso la propria responsabilità, sostenendo però di aver replicato a una sorta di imboscata che sarebbe stata ordita dalle vittime.
Avrebbe replicato al fuoco, mentre era al balcone, di fronte agli spari che partivano dalla strada. Una ricostruzione che sembra aver convinto - almeno parzialmente i giudici - dal momento che non passa la richiesta di ergastolo. Una trama tutta inserita tra i vicoli di Pizzofalcone, tra rapina di rolex e reati predatori, richieste estorsive e colpi di pistola per la reggenza del malaffare, almeno secondo le ipotesi della Dda.







