A Villa Almone, nei Climate Talks dell’ambasciata tedesca, confronto tra i due governi e le imprese principali del settore (Basf e Versalis) su energia, regole Ue, Cina e transizione industriale

La sostenibilità dell’industria chimica non può essere letta solo come questione ambientale. È anche competitività, sicurezza industriale, occupazione, autonomia tecnologica e capacità dell’Europa di restare dentro le grandi catene globali del valore. È il filo che ha attraversato il seminario “Sustainability in the Chemical industry”, ospitato a Villa Almone, residenza dell’ambasciatore tedesco a Roma, nell’ambito dei Climate Talks organizzati dall’ambasciata di Germania. L’incontro si è aperto con i saluti dell’ambasciatore Thomas Bagger ed è proseguito con il confronto moderato da Giorgio Rutelli, vicedirettore di Adnkronos, tra Beatrix Brodkorb, vice-direttrice generale del ministero federale tedesco dell’Economia e dell’Energia; Laura D’Aprile, capo dipartimento per lo sviluppo sostenibile del Mase; Jonathan Crozier, a capo delle policy chimiche e ambientali di Basf; Adriano Alfani, amministratore delegato di Versalis. Al centro del dibattito, il rapporto tra transizione verde e politica industriale, le regole europee, il costo dell’energia, la concorrenza globale e il ruolo dell’asse italo-tedesco per difendere e rilanciare la manifattura chimica europea.