Gli edifici residenziali contribuiscono a circa un quarto (25 %) del consumo energetico dell’Unione europea. Dal 2021, il Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility – RRF), che richiede che il 37 % dei finanziamenti sia destinato ad obiettivi relativi al clima e all’energia, ha offerto agli Stati membri dell’Ue l’opportunità di promuovere il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici residenziali. Inoltre, nella proposta di bilancio dell’Ue per il periodo 2028-2034 la Commissione europea prevede l’opzione di continuare a finanziare le ristrutturazioni. E però ora bisogna correggere la rotta e non ripetere gravi errori commessi in questi anni. A segnalarlo è la Corte dei conti europea, che sulla questione ha pubblicato una relazione speciale dal titolo “Migliorare l’efficienza energetica dell’edilizia residenziale privata grazie all’RRF – Sostegno finanziario importante, ma basi deboli” in cui ha espresso un severo giudizio sull’efficacia dei finanziamenti comunitari erogati tramite questo Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza per l'efficientamento energetico delle abitazioni private. I magistrati contabili europei hanno analizzato i risultati dei programmi in diversi Paesi membri, riscontrando diffuse carenze metodologiche e strutturali. Il problema, per quanto riguarda noi italiani, è che in questo contesto complessivo già di per sé negativo, il Superbonus tricolore è stato identificato come il caso più emblematico di utilizzo a dir poco non ottimale e altamente dispendioso dei fondi messi a disposizione dall’Unione europea.
La Corte dei conti Ue boccia il superbonus: 10 euro per ogni KWh risparmiato, pessimo rapporto costi-benefici
Gli edifici residenziali contribuiscono a circa un quarto (25 %) del consumo energetico dell’Unione europea. Dal 2021, il Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility – RRF), che richiede che il 37 % dei finanziamenti sia d







