Con il progressivo tramonto del Superbonus, il 2025 segna un cambio di fase per l’efficienza energetica italiana. Dopo anni in cui il mercato residenziale ha trainato investimenti e interventi, oggi è il terziario a prendere il comando, trasformando la riqualificazione energetica da misura fiscale straordinaria a leva strutturale di competitività, valore immobiliare e riduzione dei costi.

È questa la fotografia che emerge dall’Energy Efficiency & Green Building Report 2026 dell’Energy&Strategy della Polimi School of Management, presentato il 13 maggio.

Nel 2025 gli investimenti complessivi in efficienza energetica in Italia si sono attestati tra 53 e 62 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con l’anno precedente ma con una composizione molto diversa. Crescono infatti il terziario, salito a 25-29 miliardi di euro, e l’industria, che raggiunge 2,5-3,2 miliardi grazie anche agli incentivi di Transizione 5.0.

In forte frenata invece il residenziale, sceso da 33-36 miliardi a 24-27 miliardi con l’esaurirsi della spinta del Superbonus, mentre la PA cala leggermente concentrando gli interventi soprattutto sugli edifici nZEB (Nearly Zero Energy Building).

Secondo il rapporto, il problema non è la mancanza di domanda o di tecnologie, ma l’instabilità del quadro normativo. Incentivi rimodulati, procedure complesse e continui cambi di regole stanno infatti riducendo la capacità di famiglie e imprese di pianificare investimenti di lungo periodo.