“Le lupare bianche a Mattinata di Francesco Li Bergolis del 24 giugno 2011 e Francesco Armiento del 27 giugno 2016; e l’omicidio di Ivan Rosa in agro di Monte il 19 marzo 2014 “si inseriscono nella storica diatriba tra le due associazioni mafiose egemoni sul Gargano: il clan Li Bergolis da una parte; e dall’altra quello denominato all’epoca Romito/Lombardi/Ricucci. Gli efferati crimini, e i tanti altri omicidi che negli ultimi anni hanno interessato l’area garganica sono ascrivibili alla responsabilità dei due clan contrapposti per acquisire il predominio sul territorio”. Lo scrive nelle 479 pagine dell’ordinanza cautelare il gip di Bari Ilaria Casu che 48 ore fa su richiesta della Dda ha disposto l’arresto di 9 persone (vedi scheda a fianco) per i 3 fatti di sangue, aggravati da mafiosità per metodi usati e per aver agevolato il clan Romito/Lombardi/Ricucci”.

“Il centro nevralgico di questa indagine è rappresentato dalle dichiarazioni dei collaboratori di Giustizia Antonio e Andrea Quitadamo e Francesco Notarangelo che a vario titolo hanno preso parte ai 3 fatti di sangue. Si aggiungono poi le dichiarazioni altri pentiti quali Marco Raduano” (ex boss di Vieste alleato dei Romito); “Matteo Pettinicchio” (ex numero 2 dei Li Bergolis e braccio destro del capo Enzino Miucci9; e di “Matteo Lauriola” pure vicino ai Li Bergolis.