Negli Stati Uniti, in vista delle elezioni di metà mandato del 2026, gli elettori si stanno rivolgendo ai chatbot AI per decidere come votare. Secondo un'inchiesta del New York Times, strumenti come Claude di Anthropic, ChatGPT di OpenAI e Gemini di Google vengono impiegati da un numero crescente di cittadini per orientarsi tra le decine di candidati e quesiti referendari presenti nelle schede elettorali locali, spesso troppo numerosi e complessi da analizzare autonomamente nei tempi concessi dalla campagna elettorale.
Tipicamente l'utente fotografa la propria scheda elettorale per sottoporla al chatbot, chiedendo indicazioni sui candidati più allineati ai propri valori politici o sulle strategie di voto più efficaci in un determinato collegio. Nella maggior parte dei casi documentati, i sistemi mostrano una iniziale reticenza a fornire indicazioni dirette su questioni politiche, essendo stati addestrati per evitare risposte percepite come schierate. Tuttavia, riformulando la richiesta - ad esempio chiedendo di basarsi sullo storico di voto dei candidati o su fonti giornalistiche considerate autorevoli - gli utenti riescono spesso a ottenere indicazioni operative, comprese raccomandazioni di voto strategico per favorire determinati esiti elettorali.







